Due misure, assai simili ma non coincidenti, sono state varate tra fine 2007 e maggio 2008 a favore di chi fatica p non riesce a pagare la rata del mutuo.
Accordo Abi-Ministero Iniziamo a parlare della più recente, che pare la più concretamente applicabile: una convenzione tra l'Abi (l'associazione delle banche italiane) e il Ministero dell'Economia ,di cui al momento in cui scriviamo non è disponibile ancora il testo).
Con essa si tenta di fronteggiare l'incremento dei tassi sui mutui ad interesse variabile che ha portato molte famiglie a faticare a pagare le rate (in genere mensili). In sostanza, l'idea è quella di sfruttare uno strumento finanziario già esistente, il mutuo variabile a rata costante. La singola rata viene abbassata ai livelli del 2006, e la durata del mutuo si allunga, senza che si possa prevedere con certezza quando si finirà di pagare.
Qui bisogna subito dare un'avvertenza: i titoli di molti giornali e molte notizie televisive hanno dato informazioni davvero fuorvianti a proposito. Si è parlato di risparmio per le famiglie italiane (facendo cifre mirabolanti), e di trasformazione dei mutui a tasso variabili in mutui a tasso fisso.
Così, assolutamente, non è. Innanzitutto perché il risparmio c'è sul breve periodo (rate più basse), ma sul lungo è assai probabile che si finisca di pagare le banche molto di più, in termini di interessi. Il che è perfettamente logico: le banche non sono istituzioni di beneficenza e da che mondo è mondo i mutui che durano di più costano anche di più. In secondo luogo perché il nuovo mutuo è a rata fissa, ma tecnicamente non "a tasso fisso". I prestiti a tasso fisso, infatti,:non sono influenzati dalla variazione degli interessi e dall'inflazione, mente in questo caso tale variazione conta, eccome. Infatti contribuisce modificare il periodo in cui il mutuo resta in vita.
Meccanismi L'importo della rata viene abbassato a quello vigente nel 2006 e l'interesse rivisto e posto pari a quello di un certo parametro, detto IRS a dieci anni, vigente al momento della rinegoziazione e maggiorato di dello 0,5% (il 22/5/2008, quando scriviamo, sarebbe pari al 5,13% circa).
Abbiamo detto che la durata del mutuo si allunga: di quanto? Impossibile dirlo, perché ciò dipende dall'andamento dei tassi di interesse, dalla durata del mutuo attuale, eccetera. Il Sole 24 ore ha valutato una variazione da un minimo di 3 mesi (mutuo a 10 anni con andamento prevedibile dei tassi di mercato) a un massimo di 52 mesi, cioè 4 anni e 4 mesi (mutuo a 20 anni con livello invariato dei tassi futuri). Ma sono semplici simulazioni: non è impossibile che si allunghi anche più.
Sempre Il Sole 24 ore ha valutato un incremento dei costi del mutuo per il cliente da un minimo del 2% (durate di poco dilazionate) a un massimo del 17%. Il tutto a patto che il mutuo sia al massimo ventennale (se si parte da uno di 25 anni di durata, bisognerebbe rifare i conti).
Attenzione: niente vieta alle banche di praticare condizioni migliori di quelle previste dall'accordo Abi-Ministero, o meglio, ai loro clienti di contrattare per ottenerle (se ci riescono).
Varie incertezze permangono. Per esempio: occorrerà passare dal notaio e pagarlo per allungare la durata dell'iscrizione ipotecaria?
Pro e contro
Conviene sfruttare l'accordo Abi-Ministero, che secondo stime, potrebbe interessare 1 milione e 250 mila famiglie? La risposta è semplicissima: solo se si è costretti e non si può fare altrimenti, perché è materialmente impossibile farcela a pagare rate troppo alte e si rischia che l'immobile acquistato venga messo all'asta giudiziaria. Grossomodo questo tipo di rinegoziazione corrisponde al fatto di contrarre un nuovo mutuo per pagarne un altro. Segnaliamo tra l'altro che molte associazioni dei consumatori e alcune trasmissioni televisive a loro difesa avevano già, nel passato, messo all'indice i mutui variabili a rata