Esprime quasi esattamente il costo effettivo di un mutuo, sotto forma di percentuale annuale. Infatti comprende, oltre il tasso di interesse, anche quasi tutte le spese (istruttoria, l'avviso di pagamento mensile e l'incasso della rata) e tiene conto dell'esistenza o meno di un tasso di ingresso. Sono però escluse le spese di perizia, quelle per le polizze obbligatorie oltre le spese non imputabili alla banca (notaio e spese fiscali).
Il Taeg è il vero strumento per confrontare mutui erogati da istituti bancari diversi e vedere qual è il più conveniente. Per i mutui a tasso fisso ha un valore assoluto, perché, l'interesse resterà sempre, per tutta la durata del mutuo, quello deciso alla firma del contratto. Per i mutui a tasso variabile o misto, è invece solo possibile conoscere qual è il Taeg della prima rata, alla data della sottoscrizione del mutuo. Con il mutuare dell'importo degli interessi nel tempo, cambierà anche il Taeg.
Quindi, in caso di tasso variabile, conoscere il Taeg è inutile? No, perché resta possibile, anche così, paragonare tra loro due diversi mutui a tasso variabile, per capire qual è il migliore.
Le banche non sono costrette a comunicare ai clienti il Taeg, neanche se essi lo chiedono (l'obbligo esiste solo per i prestiti personali, non garantiti da ipoteca). Però, a settembre 2002 è partita un'iniziativa europea: se una banca vi aderisce, è obbligata a dire qual è il Taeg, che viene calcolato secondo il metodo messo a punto dall'Unione Europea stessa.