Questa é la domanda chiave che deve porsi ogni persona di buon senso. C'è da evitare non solo il caso estremo, quello del sequestro dell'immobile per insolvenza, ma anche le pena di essere costretti a pesanti sacrifici pur di pagare le rate, tagliando drasticamente gli acquisti alimentari o le serate al cinema.
Si può ricorrere a due criteri: la cosiddetta "regola italiana" e quella, più rigorosa, messa a punto dagli statunitensi.
La prima è conosciuta. Qualsiasi impiegato di banca conosce la cosiddetta "regola del tre": la rata da pagare deve essere al massimo un terzo del reddito (mensile, trimestrale, semestrale o annuo) del suo cliente.
La seconda è la regola americana, un po' più complicata. E' detta "28-36 qualifying ratio". La prima condizione é che tutte le somme da pagare per la casa (mutuo, ma in Italia anche Ici, Irpef, costi condominiali, tassa dell'immondizia, eccetera) non superino il 28% del reddito familiare disponibile nel periodo. La seconda è che la somma degli oneri immobiliari con il totale dei rimborsi periodici dovuti per altri debiti (prestiti personali, aziendali, assicurazioni sulla vita, eccetera) non superi il 36% del reddito stesso.